«In cosa posso esserti utile?» di Raffaele Gaito: l’intelligenza artificiale senza rumore

Il secondo libro di Smart Reads, la nostra rubrica mensile: la guida di Raffaele Gaito che parla di intelligenza artificiale senza tecnicismi inutili e senza toni apocalittici.

di , growth manager di Smarthink

«In cosa posso esserti utile?» di Raffaele Gaito: l'intelligenza artificiale senza rumore

«In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale» è il libro di Raffaele Gaito pubblicato da Mondadori nel marzo 2026. Spiega cos’è l’intelligenza artificiale, cosa sa fare, dove si ferma e come usarla nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, senza promettere miracoli e senza annunciare catastrofi. È il secondo libro di Smart Reads, la rubrica con cui ogni mese presentiamo su Instagram un libro che teniamo in ufficio.

Di cosa parla il libro

Dell’intelligenza artificiale si parla tantissimo e spesso la si capisce pochissimo. Da una parte c’è chi pensa che sostituirà qualsiasi lavoro, dall’altra chi la presenta come la soluzione a ogni problema. Gaito parte proprio da qui: secondo la presentazione dell’editore, sia l’entusiasmo eccessivo sia la paura finiscono per distorcere la realtà e far vedere l’AI come una minaccia o come una soluzione miracolosa.

Il libro prova a togliere un po’ di quel rumore. Dentro ci sono esempi, modelli e riflessioni concrete per capire come usare questi strumenti nella creatività, nella produttività, nello studio e, più in generale, nel modo di lavorare. Il tono è quello promesso dal sottotitolo: pratico, senza tecnicismi che servono solo a chi li scrive.

Il titolo è già un metodo

In un’intervista alla RSI del maggio 2026 Gaito spiega come usare strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude: raccontare la propria situazione e poi chiedere in cosa possono essere utili, cioè cosa si può fare insieme e non cosa possono fare al posto nostro. Lui la chiama creatività aumentata: «Puoi utilizzare lo strumento come qualcuno che ti affianca nel processo creativo, non che ti sostituisce».

È lo stesso principio che applichiamo nei progetti con le aziende e che abbiamo raccontato parlando del metodo human in the loop: l’AI fa il lavoro ripetitivo, la persona decide, controlla e firma.

Perché lo teniamo in ufficio

Non è un libro che dà risposte definitive sull’intelligenza artificiale: oggi sarebbe probabilmente impossibile averle. È un libro che aiuta a farsi domande migliori, ed è quello che serve a chi deve decidere come usare questi strumenti in azienda.

Per noi è utile soprattutto per tre motivi:

  • dà al team un linguaggio comune, anche a chi non è tecnico;
  • smonta le aspettative irrealistiche prima che diventino progetti sbagliati;
  • riporta il discorso dove deve stare: sulla pratica e sulla consapevolezza di chi usa lo strumento.

A chi lo consigliamo

Lo consigliamo a chi in azienda usa già ChatGPT o strumenti simili, ma un po’ a tentativi; a chi ne ha diffidenza e vuole capire prima di decidere; a chi deve organizzare la formazione del proprio team. Su quest’ultimo punto c’è anche un tema di regole: l’AI Act chiede alle aziende di preparare le persone che usano questi strumenti, e ne abbiamo parlato nell’articolo su AI Act e formazione del team.

Chi cerca invece un manuale tecnico su come funzionano i modelli troverà altro: qui il punto non è la tecnologia, è il modo in cui la usiamo.

Cosa ci portiamo nel lavoro con le aziende

  1. Parti dal problema, non dallo strumento. Prima si sceglie cosa migliorare (tempi, errori, qualità delle risposte ai clienti), poi si cerca lo strumento adatto.
  2. Dai contesto all’AI. Chi sei, per chi lavori, cosa vuoi ottenere: più il quadro è chiaro, più la risposta è utile.
  3. Chiedi cosa potete fare insieme. Usala per esplorare idee, preparare bozze e controllare passaggi, non per delegare le decisioni.
  4. Controlla sempre il risultato. Numeri, fonti e tono si verificano prima di usarli con un cliente.
  5. Forma il team, non solo chi è appassionato. Le regole d’uso funzionano se le conoscono tutti. È il lavoro che facciamo con l’Academy di Smarthink.

Smart Reads continua

Ogni mese portiamo in ufficio, e sui nostri canali, un libro che ci ha lasciato un metodo, un’idea o un punto di vista utile per il lavoro. Il primo è stato «E-commerce C.O.R.E.» di Francesco Agostinis. Se hai un libro di marketing, di business o di AI da segnalarci, scrivici: lo leggiamo volentieri.

Fonte: In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale (Mondadori, 17 marzo 2026)

Fonte: Raffaele Gaito: «L’intelligenza artificiale non sostituisce, affianca» (RSI, 23 maggio 2026)

Domande frequenti

Di cosa parla «In cosa posso esserti utile?» di Raffaele Gaito?

È una guida pratica all’intelligenza artificiale pubblicata da Mondadori nel 2026. Spiega cos’è l’AI, come funziona, quali sono i suoi limiti e come integrarla nel lavoro e nella vita quotidiana, con esempi e modelli concreti e senza toni allarmistici o entusiasmi eccessivi.

A chi è adatto il libro di Raffaele Gaito sull’AI?

A chi usa già strumenti come ChatGPT ma senza un metodo, a chi ne diffida e vuole capire prima di decidere, e a chi deve organizzare la formazione del proprio team. Non è un manuale tecnico sui modelli: è pensato per chi vuole usare l’AI in modo consapevole.

Cos’è Smart Reads?

È la rubrica di Smarthink, agenzia di marketing di Galatina (Lecce), in cui ogni mese presentiamo un libro di marketing, business o intelligenza artificiale che teniamo in ufficio e che ci ha lasciato un metodo o un’idea da usare nel lavoro di tutti i giorni.

Questo articolo nasce da un nostro post su Instagram: guarda il post originale

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