Come farsi trovare su Google e su ChatGPT: cosa deve avere il sito di una PMI

Google e gli assistenti AI scelgono chi citare guardando il tuo sito e quello che gli altri dicono di te. Cosa conta davvero, cosa conta poco e come misurarlo.

di , growth manager di Smarthink

Come farsi trovare su Google e su ChatGPT: cosa deve avere il sito di una PMI

Per farsi trovare su Google e citare da ChatGPT, Gemini e Copilot servono tre cose insieme: un sito che i motori leggono senza ostacoli e che risponde in modo chiaro alle domande dei clienti, contenuti utili da riprendere e un nome che compare anche fuori dal sito, in recensioni, articoli e guide di settore. Non servono file speciali né trucchi tecnici: lo scrive Google stesso. Serve un lavoro costante, misurato ogni mese.

Cosa è cambiato nel modo di cercare

In Italia i riassunti scritti dall’AI sopra i risultati di Google, gli AI Overviews, sono arrivati il 26 marzo 2025. Dall’8 ottobre 2025 c’è anche la modalità AI, in cui la ricerca diventa una conversazione. Intanto una parte delle domande non passa più da Google: secondo il rapporto Digital 2026 di We Are Social, ChatGPT porta l’84% delle visite che le piattaforme di intelligenza artificiale mandano ai siti in Italia.

Per chi ha un sito la conseguenza è concreta. Ahrefs ha analizzato 300.000 ricerche confrontando dicembre 2023 e dicembre 2025: quando sopra i risultati compare il riassunto AI, il primo risultato riceve in media il 58% di clic in meno. Essere primi non basta più. Conta essere tra le fonti che la risposta cita.

Cosa dice Google, e cosa non serve

Google lo spiega nella sua guida per chi gestisce un sito: per comparire negli AI Overviews e nella modalità AI non ci sono requisiti in più. La pagina deve essere indicizzata e poter comparire nei risultati con un’anteprima del testo. Non servono ottimizzazioni speciali, file per le AI o dati strutturati particolari. Valgono le buone pratiche di sempre:

  • lasciare che Google legga il sito, anche a livello di hosting e di protezioni come i firewall;
  • collegare bene le pagine tra loro e scrivere nel testo le informazioni importanti, non solo dentro le immagini;
  • usare dati strutturati che corrispondono a quello che si legge in pagina;
  • tenere aggiornata la scheda dell’attività su Google;
  • offrire una buona esperienza, a partire dal telefono.

Anche il file llms.txt, proposto come una «mappa del sito per le AI», per ora conta poco: Ahrefs ha analizzato 137.000 siti e a maggio 2026 il 97% dei file llms.txt non ha ricevuto nemmeno una richiesta. Non fa danni, ma la partita si gioca altrove.

Cosa conta per le AI: quello che dicono gli altri

Le AI non si fidano di un sito solo: incrociano quello che dici tu con quello che dicono gli altri. Lo mostrano tre analisi recenti.

  • Menzioni del nome. Su 75.000 marchi studiati da Ahrefs, il fattore più legato alla presenza nei riassunti AI di Google sono le menzioni del marchio su altri siti (correlazione 0,664), più dei link che il sito riceve (0,218).
  • Classifiche e confronti. Quando ChatGPT consiglia aziende e prodotti, il 43,8% delle pagine che cita sono liste del tipo «i migliori…», quasi sempre aggiornate di recente (Ahrefs, 750 domande).
  • Più fonti, più fiducia. Su 922 domande ripetute per una settimana su ChatGPT, AI Overviews, modalità AI e Perplexity, un marchio viene consigliato con più decisione quando lo nominano più pagine tra quelle citate (Surfer, 2026).

Sono correlazioni, non regole: nessuno sa con certezza come una AI sceglie, risposta per risposta. La direzione però è chiara, e l’avevamo vista anche in due esperimenti sul GEO: il sito è la base, la fiducia la costruiscono recensioni, articoli, guide di settore e classifiche.

Cosa conta e cosa conta poco

ElementoQuanto contaPerché
Pagine indicizzate, chiare e utiliÈ la basePer Google valgono gli stessi requisiti della ricerca normale
Menzioni del nome su altri sitiMoltoÈ il fattore più legato alla presenza nei riassunti AI
Classifiche e guide di settoreMoltoSono quasi metà delle pagine citate da ChatGPT quando consiglia
Recensioni e scheda GoogleMolto, per chi lavora in una zonaSono testi scritti da altri su di te, e Google chiede di tenere la scheda aggiornata
Link da altri sitiContano, ma meno delle menzioniCorrelazione più debole con la presenza nelle risposte AI
File llms.txtPocoQuasi nessun sistema lo legge
Dati strutturati «speciali per l’AI»Non servonoGoogle dice che non esiste un markup apposta

La checklist per il sito

  1. Una pagina per ogni servizio, settore e zona, con la risposta nelle prime righe: cosa fai, per chi, dove e a quali condizioni.
  2. Le domande dei clienti, con risposte brevi e complete. Domande frequenti, guide e confronti onesti, che dicono anche i limiti della tua offerta.
  3. Nome, indirizzo e telefono uguali ovunque. Sito, scheda Google, social e directory devono dire la stessa cosa.
  4. Dati strutturati coerenti per azienda, servizi, domande frequenti e autore degli articoli, con quello che si vede in pagina e niente di più.
  5. Porte aperte ai motori. Sito verificato in Google Search Console e in Bing Webmaster Tools, perché Copilot si appoggia a Bing. OpenAI avverte che i siti che bloccano il suo programma di lettura per la ricerca, OAI-SearchBot, non compaiono nelle risposte di ChatGPT: controlla il file robots.txt e il firewall dell’hosting.
  6. Velocità, soprattutto da telefono.
  7. Chi scrive. Articoli firmati da una persona, con nome e ruolo: chi legge, e chi deve decidere se fidarsi, sa con chi ha a che fare.

Fuori dal sito: recensioni e digital PR

È la parte che di solito manca. Tre attività, da fare con continuità:

  • Recensioni. Chiedile ai clienti soddisfatti al momento giusto, con un messaggio semplice, e rispondi a tutte, anche alle critiche.
  • Articoli e interviste. Testate di settore, giornali locali, blog e podcast cercano storie e dati. Un caso cliente con i numeri, una piccola ricerca fatta da te, un commento su una novità del settore: sono le menzioni che le AI ritrovano.
  • Classifiche e directory. Fai a ChatGPT, Gemini e Copilot le domande dei tuoi clienti e guarda le fonti: sono le liste e le guide in cui conviene entrare, con dati veri e recensioni verificabili.

Le citazioni cambiano in fretta: vanno controllate e rinnovate come una campagna, non come un lavoro fatto una volta sola.

Come misurare

  • Le domande dei clienti. Prepara un elenco di una ventina di domande e ogni mese falle a ChatGPT, Gemini, Copilot e Perplexity: annota chi viene citato e da quali fonti.
  • Google Search Console. Clic e impressioni da AI Overviews e modalità AI rientrano nel rapporto sul rendimento. Da giugno 2026 Google sta aggiungendo, per una parte dei siti, rapporti dedicati alle funzioni AI.
  • Bing Webmaster Tools. Il rapporto AI Performance, in anteprima da febbraio 2026 per tutti i siti verificati, mostra quante volte le tue pagine vengono citate da Copilot e per quali ricerche.
  • Google Analytics 4. ChatGPT aggiunge ai suoi link il parametro utm_source=chatgpt.com: le visite che arrivano dalle sue risposte si vedono tra le sorgenti di traffico.
  • Le richieste. Alla fine conta quante persone ti contattano, e da dove arrivano.

Da dove partire

Per una PMI il primo passo non è rifare il sito, ma fare la lista delle domande e guardare le risposte di oggi: chi compare, con quali fonti, cosa manca a te. Da lì si decide cosa sistemare prima e cosa può aspettare. È il lavoro con cui partiamo nel percorso Siti web, SEO e GEO di Smarthink, agenzia di marketing di Galatina (Lecce) che segue PMI di tutta Italia.

Fonti

Domande frequenti

Come si fa ad apparire nelle risposte di ChatGPT?

Servono pagine che OpenAI può leggere, quindi senza bloccare OAI-SearchBot, contenuti che rispondono in modo chiaro alle domande dei clienti e un nome che compare su altri siti: recensioni, articoli, classifiche e guide di settore. Nessuno può garantire una citazione, ma questi sono gli elementi che contano di più.

Serve il file llms.txt per farsi trovare dalle AI?

Per ora serve poco. Google dice che per AI Overviews e modalità AI non servono file speciali, e secondo Ahrefs a maggio 2026 il 97% dei file llms.txt non ha ricevuto nemmeno una richiesta. Si può pubblicare, ma non sostituisce contenuti, recensioni e menzioni.

SEO e GEO sono la stessa cosa?

Hanno la stessa base: un sito chiaro, veloce e utile. La GEO, Generative Engine Optimization, aggiunge il lavoro per essere citati nelle risposte degli assistenti AI, dove contano molto le menzioni del nome su altri siti, le recensioni e la presenza in guide e classifiche.

Come si misura il traffico che arriva dalle AI?

Con Google Analytics 4, dove le visite da ChatGPT arrivano con utm_source=chatgpt.com; con Search Console per Google e con il rapporto AI Performance di Bing Webmaster Tools per le citazioni in Copilot. Conviene affiancare un elenco di domande dei clienti da ricontrollare ogni mese sugli assistenti.

Vuoi applicarlo alla tua azienda?

Parliamone in una call di 30 minuti

Ci racconti la situazione e ti diciamo da dove partiremmo. Se non vediamo margini di crescita, te lo diciamo.

Se ne occupa il percorso Siti web, SEO e GEO: il sito in abbonamento, con contenuti, SEO e GEO ogni mese per farti trovare su Google e dalle AI. Scopri Siti web, SEO e GEO